Il termine regolamentare per comunicare la cessazione di un lavoratore o una variazione dei suoi dati alla Seguridad Social spagnola passa da tre a sei giorni naturali. L’estensione, approvata con il Real Decreto 643/2026, entra in vigore il 1° agosto 2026 e si applica in tutta la Spagna, comprese le Isole Canarie.
La novità concede più margine amministrativo alle imprese, ma non va interpretata come un invito ad attendere il sesto giorno. La data effettiva della cessazione o della variazione deve continuare a essere indicata correttamente e una gestione tardiva può complicare paghe, contributi, certificati aziendali e liquidazioni.
In breve: dal 1° agosto 2026, le richieste di cessazione e le comunicazioni di variazione dei dati dei lavoratori devono essere presentate entro i sei giorni naturali successivi alla cessazione o al momento in cui si verifica la variazione. Il termine precedente era di tre giorni naturali.
Cosa cambia esattamente per le cessazioni alla Seguridad Social?
Il Real Decreto 643/2026 modifica l’articolo 32.3.2 del Regolamento generale sull’iscrizione delle imprese e sull’affiliazione, le iscrizioni, le cessazioni e le variazioni dei dati dei lavoratori nella Seguridad Social. La nuova formulazione raddoppia il margine di comunicazione: da tre a sei giorni naturali.
La regola riguarda due tipi di adempimento:
- le richieste di cessazione dei lavoratori;
- le comunicazioni di variazione dei dati, quando cambia una circostanza che deve risultare presso la Tesorería General de la Seguridad Social.
La riforma riguarda il termine di presentazione. Non modifica il giorno in cui il rapporto termina realmente e non prolunga il rapporto di lavoro di sei giorni. Se, per esempio, il rapporto si conclude di venerdì, venerdì resta la data effettiva della cessazione; si amplia soltanto il tempo disponibile per comunicarla.
Per un’impresa la distinzione è importante. Una data errata può incidere sui contributi, sulle paghe, sul certificato aziendale o su controlli successivi. Una consulenza del lavoro specializzata può aiutare a integrare il nuovo termine senza perdere il controllo sulle date effettive.
Come si contano i sei giorni naturali?
La norma parla espressamente di giorni naturali. Nel calcolo rientrano quindi sabati, domeniche e festivi. Non si deve applicare automaticamente il criterio dei giorni lavorativi utilizzato in altri procedimenti amministrativi.
Se la cessazione o la variazione avviene prima di un fine settimana o di un festivo, devono essere contati tutti i giorni consecutivi. Per prudenza, è consigliabile continuare a effettuare la comunicazione il più vicino possibile al fatto che la determina e riservare il margine aggiuntivo alle anomalie giustificate.
L’estensione non modifica automaticamente gli altri termini in materia di lavoro o Seguridad Social. Le iscrizioni dei lavoratori, l’invio di documenti, gli obblighi contributivi e le pratiche presso il SEPE conservano regole proprie. Prima di applicare il nuovo termine a un’altra procedura, occorre verificarne la normativa specifica.
Da quando si applica il nuovo termine?
Il Real Decreto 643/2026 è stato pubblicato nel Boletín Oficial del Estado il 30 luglio 2026 ed entra in vigore il 1° agosto 2026.
Per stabilire quale disciplina si applica, bisogna considerare il momento in cui si verifica la cessazione o la variazione e la data di entrata in vigore della norma. Le situazioni transitorie e le anomalie già aperte devono essere esaminate caso per caso prima di trasmettere il movimento.
Quale ulteriore obbligo relativo al codice di occupazione CNO introduce la riforma?
La riforma introduce un obbligo separato che può richiedere un lavoro preparatorio significativo. Durante i sei mesi successivi all’entrata in vigore, le imprese devono comunicare alla Tesorería General de la Seguridad Social il codice dell’occupazione lavorativa—unica o principale—dei dipendenti iscritti in uno qualsiasi dei propri codici conto di contribuzione, in conformità con la Classificazione Nazionale delle Occupazioni (CNO) vigente.
La comunicazione è necessaria solo quando il dato non è già stato trasmesso. Prima di inviare informazioni in modo massivo è opportuno:
- verificare quali lavoratori abbiano già un codice registrato;
- individuare l’occupazione effettiva e principale associata a ciascun ruolo;
- confrontare il codice scelto con la Classificazione Nazionale delle Occupazioni vigente;
- documentare il criterio utilizzato quando un ruolo combina più funzioni;
- conservare la prova della comunicazione effettuata.
Il codice non va scelto soltanto in base al nome interno della posizione. Deve rappresentare l’occupazione effettivamente svolta. Il decreto precisa che queste informazioni saranno utilizzate, tra l’altro, per elaborare studi su possibili coefficienti di riduzione dell’età pensionabile per lavori eccezionalmente gravosi, tossici, pericolosi o insalubri.
Quali novità riguardano le dilazioni dei debiti verso la Seguridad Social?
Il real decreto modifica anche il Regolamento generale sulla riscossione della Seguridad Social. Si tratta di disposizioni diverse dal nuovo termine per le cessazioni e devono essere valutate separatamente.
Contributi che non possono essere dilazionati
La norma chiarisce che restano indilazionabili:
- la quota a carico dei lavoratori dipendenti o assimilati;
- tutti i contributi per infortuni sul lavoro e malattie professionali, sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi.
Se viene concessa una dilazione e tali contributi non sono stati versati in precedenza, devono essere pagati entro un mese dalla notifica della decisione.
Soglie per l’esenzione dalla garanzia
Non è necessario costituire garanzie quando il debito dilazionabile è pari o inferiore a 150.000 euro. La garanzia non è richiesta neppure quando il debito è inferiore a 250.000 euro, a condizione che almeno un terzo sia versato entro dieci giorni dalla notifica della concessione e il resto nei due anni successivi.
Queste soglie non comportano l’accoglimento automatico della domanda: la Tesorería deve verificare il rispetto dei requisiti e adottare una decisione.
Possibile gestione automatizzata
Il testo autorizza la Dirección General de la Tesorería General de la Seguridad Social a stabilire, mediante una successiva risoluzione, la gestione e la concessione automatizzata di determinate dilazioni che non richiedono garanzie.
La distinzione è essenziale: il real decreto crea la base giuridica, ma la gestione automatizzata non deve essere considerata generalmente disponibile dal 1° agosto. Dipenderà da una risoluzione che ne definisca condizioni, requisiti e ambito.
In linea generale, una dilazione può inoltre essere respinta quando il debito dilazionabile non supera il salario minimo mensile vigente al momento della domanda. Questa circostanza non si applicherà alle pratiche che saranno effettivamente gestite e concesse in modo automatizzato ai sensi della nuova disposizione.
Cosa dovrebbero verificare ora imprese e uffici del personale?
Un adeguamento ordinato non richiede di ridisegnare l’intero processo del personale, ma impone di controllare i punti nei quali il nuovo termine può creare confusione. Ecco una checklist pratica:
- aggiornare le procedure interne che indicano ancora tre giorni naturali;
- informare personale, amministrazione e responsabili che comunicano cessazioni o variazioni;
- mantenere un registro affidabile della data effettiva di ogni cessazione o variazione;
- configurare promemoria che contino i giorni naturali, compresi fine settimana e festivi;
- verificare i codici CNO già comunicati e predisporre quelli mancanti;
- separare la documentazione relativa a cessazioni e variazioni da quella sulle dilazioni;
- conservare le ricevute di presentazione e controllare le risposte della Tesorería;
- coordinare la modifica con la persona o la consulenza aziendale che gestisce gli adempimenti del lavoro.
L’estensione riduce la pressione operativa, ma la buona prassi resta quella di trasmettere le informazioni quanto prima. Attendere abitualmente l’ultimo giorno aumenta il rischio di errori, soprattutto se manca un documento o il sistema segnala un’anomalia.
La norma si applica anche alle imprese delle Isole Canarie?
Sì. Si tratta di una norma statale e il nuovo termine si applica anche alle imprese e ai datori di lavoro di Tenerife e del resto delle Isole Canarie. Il luogo non modifica il calcolo dei sei giorni naturali.
Può invece variare l’organizzazione interna: turni, chiusure amministrative, persone autorizzate a operare nel Sistema RED o coordinamento con un consulente esterno. È quindi utile esaminare il processo reale, senza limitarsi a sostituire “tre” con “sei” in un modello.
Domande frequenti sul nuovo termine di sei giorni
Il termine è ora di sei giorni lavorativi?
No. Sono sei giorni naturali e si contano anche sabati, domeniche e festivi.
Posso indicare come data di cessazione il giorno in cui invio la comunicazione?
Solo se coincide con la data effettiva della cessazione. L’estensione riguarda il termine per presentare la richiesta, non la data effettiva da dichiarare.
È stato esteso a sei giorni anche il termine per iscrivere un nuovo lavoratore?
Non con questa riforma. La modifica esaminata riguarda le richieste di cessazione e le variazioni dei dati. Le iscrizioni continuano a essere disciplinate da regole specifiche.
Tutte le imprese devono comunicare nuovamente tutti i codici CNO?
Non necessariamente. L’obbligo nei sei mesi successivi riguarda i lavoratori attualmente iscritti per i quali il codice di occupazione non è ancora stato comunicato alla Tesorería General de la Seguridad Social.
Le dilazioni senza garanzia saranno automatiche dal 1° agosto?
No. Il real decreto consente a una successiva risoluzione di istituire la gestione automatizzata. Prima di considerarla disponibile sarà necessario verificare la pubblicazione e il contenuto della risoluzione.
Qual è la conclusione pratica per le imprese?
Il passaggio da tre a sei giorni naturali offre alle imprese un margine ragionevole per comunicare cessazioni e variazioni, ma non sostituisce un processo del personale ben organizzato. La data effettiva resta decisiva e il nuovo termine convive con altri obblighi soggetti a regole diverse.
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Questo contenuto ha finalità informative ed è stato elaborato in base alla normativa pubblicata nel Boletín Oficial del Estado al 31 luglio 2026. Non sostituisce l’analisi professionale di un caso concreto né le istruzioni operative che la Tesorería General de la Seguridad Social potrà pubblicare.




